Le Interviste di Amedeo Qualsivoglia : Giorgio Pezzin, cioè proprio io? Ma va!

Ma perché, io? C'è un sacco di altra gente più importante, in giro. Ladri, furfanti, politici corrotti, mafiosi, assassini di donne e bambini... sembra che la gente li trovi più interessanti. Mette i "mi piace" sulla loro pagina di Facebook. Adesso sono quelli i miti degli italiani.  Perché proprio io? Sono anche pettinato senza la cresta!

Ma cosa dice, dottore? Lei è importante, sa? E' sempre stato il mio autore di fumetti preferito.
Senza contare che io da mafiosi, corrotti e assassini preferisco stare lontano. Non vorrei subirne il fascino. Lei ha scritto un nuovo libro, non è vero? E' un momento importante. E' per questo che sono qua. Ho portato anche la foto della copertina... 34 capitoli di avventura a ritmo continuo.







Beh, in effetti, sì. L'ho appena pubblicato. C'ho messo quasi un anno per scriverlo ma é venuto bene. A me piace moltissimo. Lei lo ha letto?

Ehm... veramente no. Però lo leggo appena mi si carica il Chindle. Promesso. Vado da Lazaron e lo compro.

Si dice Kindle... e poi non è Lazaron, ma Amazon. Lei non ha le idee chiare sul digitale, mi pare.

Beh, 'fettivamente... io preferisco il libro cartaceo. L'odore della carta... il frusciare delle pagine... la muffa sulle copertine... e poi nel tenere il libro aperto, a letto, faccio muscoli sui pollici.
Anzi, farei, perchè i cartacei comunque costano troppo.
Comunque si tratta di una storia di sesso, immagino. Stupri e violenze da Vighinghi, eh! eh! Oggi vanno tanto di moda! Ha scelto proprio i tipi giusti.

Ma no. C'è una bella storia d'amore, invece, con momenti di intimità quando é giusto e senza particolari morbosi. Anzi, con diversi spunti interessanti sul carattere dei personaggi. Prevalentemente è un racconto di avventura per tutti, come quelli che leggevo da giovane. Una storia incalzante e piena di colpi di scena.

Ah, niente sesso, allora. Neanche uno stupretto piccolo piccolo? Qualche posizione piccante spiegata nei particolari? Io imparo molto da quei libri, lì. Può sempre essere utile.

No.

Vabbè. Niente sesso... Kindle e Amazon. Bisogna che me lo scrivo. Eh! Eh! Mo' scrivo. Non per niente sono giornalista.

Il Kindle non servirebbe neanche. C'è anche in versione Epub e si può leggere anche con un qualsiasi tablet o con il  telefonino.

Davvero? Ma guarda! E che numero bisogna fare?

.... Ma lei è davvero un giornalista?

Certo che lo sono. Non si vede? Ho anche il notes.

Va bene. Non serve fare un numero. Basta avere la App per leggere gli epub e scaricarlo da uno delle decine di Market librari in cui è in vendita in formato Epub. E' facilissimo.

Che bello. Se è così facile ne avrà venduto un sacco di copie. Si può sapere esattamente quante?

A tutt'oggi, due. E ambedue gli acquirenti mi hanno scritto di averlo apprezzato molto, fin dall'inizio.

Cosa? Due copie? Sta scherzando? Ci ha messo un anno per scriverlo e ne ha venduto solo due copie?!

Esatto.

Ma... com'è possibile, scusi? Ha fatto pubblicità?

Certo. Ho messo la notizia su Facebook dove ho più di settecento amici. E poi su Google+, e poi sul mio blog che ha 50 accessi al giorno... e infine una ampia anteprima su Issuu.com dove si possono leggere ben 7 capitoli e vedere una presentazione con immagini che ho preparato appositamente.
Dalle statistiche, nelle due settimane dalla pubblicazione ci sono andate quasi 500 persone che hanno letto e guardato per quasi 6 ore complessive. Circa 6 minuti a testa. Quindi ne hanno letto un bel po'.

E nessuno ha comprato? Come mai secondo lei?

Beh, evidentemente il libro non piace.

Come non piace, scusi. Che discorsi sono? Lei ha un sacco di fans. Ha detto che le scrivono per manifestare la loro ammirazione... per dirle che leggono le sue storie fin da giovani. Ci sono anche persone di quarant'anni o più che poi le fanno leggere ai figli!

Eh, già. Mi chiedono pure consigli, o si rammaricano che io scriva sempre meno per Topolino.

Appunto, voglio dire... avranno pure un po' di curiosità, no? Un autore che ammirano, che chiamano maestro, decide di cambiare genere... scrive una cosa nuova... e nessuno è curioso di vedere cos'ha combinato? E' assurdo.

Cosa vuole che le dica?

Un momento. Non costerà troppo? Un epub deve costare poco. Visto il tempo che le è costato scriverlo, non lo venderà mica a 500 euro.

Macchè. Costa 15 euro stampato su carta. All'inizio, in ebook, costava poco più di due euro.

Due... e nessuno spende 2 euro, per vedere cos'ha combinato il mitico Pezzin? Ma é... é... incredibile!
Un momento scusi... ma lei é proprio Pezzin Giorgio? Lo sceneggiatore sul quale quelli di Papersera.net hanno scritto quel librone da 350 pagine? Ce l'ha qui da farmelo vedere, per caso?


Certo , eccolo qua. 




Ma, scusi... neanche quelli lo hanno comprato? Questi hanno lavorato mesi, hanno speso un sacco di soldi per lei... e poi non comprano neanche un libro da due euro? Ma che fans sono? 

Non so che dire. Evidentemente, se non sono fumetti, quello che faccio non interessa. Anzi, devono essere solo fumetti di Topolino perché, altrimenti, non comprano neanche quelli. D'altra parte anche Manzoni si aspettava di avere solo dieci lettori. Nel mio caso, visto che non sono certo Manzoni, due sono già tanti.

Beh, però, poi Manzoni e morto e di lettori ne ha avuti parecchi... no, dico... non avrà intenzione di suicidarsi, per caso?

Per vendere libri? No, no, stia tranquillo. Voglio scriverne molti altri, invece.

A che scopo, scusi, se nessuno li compra?

I libri non si scrivono per venderli, ma soprattutto per il piacere che danno a scriverli. Se poi si vendono è meglio, ovviamente, ma non dev'essere quello lo scopo principale.
Anche Stephens King lo diceva in un suo libro (On Writing). Si sbaglia sempre a scrivere un libro pensando ai lettori che dovranno comprarlo. Si deve scrivere il libro che piace all'Autore... e poi eventualmente, se piacerà, venderlo. Solo così scriverlo sarà un piacere... e se si venderà sarà un piacere doppio perché sarà la conferma che non siamo soli. Che ci sono altri che la pensano come noi.

Beh, però, guadagnare qualcosa fa comodo, no? Dà la carica.

Sono d'accordo.  Io me ne intendo perché per decenni ho vissuto e mantenuto la famiglia con la scrittura. Ho avuto molte soddisfazioni, ma poi, alla fine, dovevo scrivere quello che volevano altri e allora, visto che non sono avido e vivo con poco (proprio grazie alla scrittura) , alla fine ho deciso di smettere per continuare a scrivere quello che voglio io.
Se non piacerà ad altri, pazienza.

Perché dice che vive con poco grazie alla scrittura?

Perché scrivere ti dà tutto quello che ti serve. L'immaginazione può creare qualsiasi cosa, qualsiasi esperienza. Possiamo vivere mille avventure, viaggiare ovunque, possedere qualsiasi cosa, essere chiunque... e scrivendo, questa cosa riesce nel modo migliore.

Anch'io vivo con poco grazie alla scrittura dei miei articoli. Solo che è perché mi pagano poco, non perché immagino. Cosa devo fare per imparare a scrivere come dice lei?

Per imparare a scrivere bisogna leggere. Molto e di tutto. E per leggere bisogna usare il cervello, cosa che molti non fanno più, o fanno troppo poco. E se leggono lo fanno con cose frivole, troppo brevi, senza profondità, barzellette. Un tweet... un post su un blog o su Facebook. Così guardano, ma non vedono. Leggono, ma non capiscono.
Per scrivere poi, bisogna riflettere... e questa è una gran cosa, capace di aprire orizzonti vastissimi. Riflettendo non si sa mai dove si va a finire e che tesori si possono trovare; e infatti poi occorre riordinare le idee, metterle in coda secondo un filo logico, fare delle scelte, decidere cosa scrivere e come farlo... un allenamento incredibile per la nostra materia grigia , che poi è utile sempre e ovunque. Credo sia anche per questo se l'Italia sta andando in rovina.
Siamo rotolando a valle, senza pensare, senza riflettere sul perché, per colpa di chi o di che cosa.

Lei fa anche corsi di scrittura, ho sentito. Con questo discorso si sta facendo pubblicità, eh? Dica la verità.

Certo. Perché no. Scrivere è talmente bello che cerco di convincere molti a farlo. A creare un gruppo, a discutere insieme di trame e di personaggi. Ma non è facile. E' un lavoro difficile che occupa molto del mio tempo e vedo che le persone non riescono proprio ad impegnarsi. Questo è molto preoccupante.

Eh, già. E se la gente non legge,  non comprano neanche i suoi libri. Capisco che venderne centomila è difficile, ma almeno qualche centinaio di copie... così, per avere soddisfazione. Per incoraggiamento. Dev'essere proprio brutto il suo libro. Un libro dell'orrore... o un orrore di libro? Ah! Ah! Bella questa, eh?

Sì, carina.

Vabbè. Che devo dire? Mi dispiace. Io credevo di fare uno scoop... e invece sono stato inopportuno, vero? Ho rigirato il coltello nella piaga.

Ma no. La vedo sempre volentieri, invece. Torni a trovarmi, ogni tanto. Magari al prossimo libro, così il caffé e la brioche glieli offro io.

Caspita, caffé e brioche... è un bel po' che non li mangio. Con la paga che mi danno... sa cosa le dico? I giornalisti fanno meno soldi degli scrittori. Non potrebbe offrirmeli adesso?...











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